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12 dicembre Le passioni"Il tempo che abbiamo quotidianamente
a nostra disposizione è elastico;
le passioni che sentiamo lo espandono,
quelle che ispiriamo lo contraggono;
l'abitudine riempie quello che rimane."
M. Proust "All'ombra dei fanciulli"
Volevo citare qui questa frase lettami dalla maestra di canto.
Una frase che mi spinge a lasciare questo intervento sul blog.
Ci sono innumerevoli blogs, innumerevoli passioni che travolgono le persone, le loro idee, il loro modo di essere.
La mia passione....bhe....i molti la conoscono già; ho in mente ed in bocca solo lei; dal mattino alla sera, Stefano parla di musica.
Ma molto tempo fa non era così.
Stefano ascoltava musica stando in macchina con il padre, crescendo con De Gregori, i Pink Floyd, Lucio Dalla. Il suo ascolto si fermava lì però, dopodichè rincorreva un pallone o era seduto davanti ad un computer. Però in profondità qualcosa si muoveva.
Arriva l'occasione di cantare in pubblico da dilettante puro intendiamoci. Prepara insieme al suo maestro di musica delle medie, Imagine di John Lennon; viene messo su un coro di ragazzi e la parte assegnata a Stefano è la frase "Imagine all the people" .
La serata arriva dopo prove e prove. I riflettori si accendono, il presentatore introduce il coro.
Parte la musica, arriva il momento di cantare
"Imagine all the people".........ma......Stefano si imbambola sul gruppo e......non canta.....si dimentica di cantare....
Fu solo la bravura del presentatore e la bontà del pubblico ( che di fronte ad un ragazzino di 12 non fischiò ) a far riprendere a Stefano il controllo del suo cervello.
L'esibizione ( parte seconda ) fu un successo. I ragazzini ricevettero i complimenti del pubblico e degli altri partecipanti.
Quella breve esibizione su un palco fu l'unica per Stefano da cantante ( o musicista ). Dopo tutto ciò ritornò a rincorrere un pallone, ascoltando musica commerciale e spesso eccessivamente commerciale. Non la si dovrebbe nemmeno chiamare "musica".
House, pop: ecco chi ha fatto compagnia a Stefano dai 12 anni ai 18 anni. Era meglio rimanere in macchina ad ascoltare De Gregori e Pink Floyd penserete voi! Non avete torto.
Al liceo Stefano frequentava amici che suonavano chitarra elettrica, basso , batteria , che ascoltavano grunge, heavy metal ma era completamente terrorizzato da questo genere, forse lo temeva, forse perchè non lo conosceva a fondo.
Confondeva gli OffSpring con i Guns 'n Roses!!!
Fece un tentativo disperato di amalgamarsi ai suoi amici, comprando su Nannucci ( rivista che vende musica per corrispondenza ) un disco......ne scelse uno....uno a caso....
Nirvana - from the muddy banks of Wishack............
La sera lo mise nello stereo e non sapendo nemmeno chi fosse quel pazzo che urlava come un dannato, lo tirò fuori e lo gettò nel cassetto.
Certo approcciarsi al rock iniziando con i Nirvana è un pò come andare in palestra per la prima volta ed alzare 100 kg!
Però questa volta non si perse d'animo, ormai era dentro quel mondo e quella vocina che per anni covava dentro di lui , cominciava a farsi sentire.
Comprò una chitarra classica.....e.....dopo 2 giorni....andò a finire nell'armadio, nel momento in cui lesse su un libro di musica la parola "barrè".......era qualcosa di atroce distendere l'indice sul manico della chitarra arrivando quasi all'artrite.
Ma il tempo si sa.....la sa lunga.
Durante un giorno di sciopero al liceo, Stefano aveva di fronte uno dei suoi amici che suonava ininterrottamente la chitarra classica per ammazzare il tempo ( altro che autogestione ).
La vocina, ricordate, divenne voce e Stefano decise di impugnare la chitarra classica per premere un tasto.....due.....fare un accordo.....un giro di accordi......suonare! Aveva suonato! Che cosa? Non lo ricordiamo! Aveva suonato però.
Corse a casa, aprì l'armadio ed impugnò la sua di chitarra classica.
Da quel giorno dell'anno 1998 Stefano non ha mai più non suonato per più di 2 giorni una chitarra.
Una presenza costante, una presenza che ascolta tutto quello che gli passa per la testa, e risponde con le note, con i suoni, cupi, allegri, malinconici, assordanti.
Niente parole ma solo suoni.
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